eIDAS 2.0: cosa cambia davvero per l’identità digitale
Evoluzione dell’identità digitale europea e impatti per le imprese
Il nuovo Regolamento eIDAS 2.0 (UE n. 1183/2024), in vigore dal 20 maggio 2024, rappresenta un passaggio rilevante nell’evoluzione dell’identità digitale europea. L’obiettivo è creare un ecosistema più sicuro e uniforme, capace di sostenere la prossima generazione di servizi digitali pubblici e privati.
Perché eIDAS 2.0 segna una svolta nell’ecosistema digitale europeo
L’Europa ha rilevato limiti evidenti nella precedente versione del regolamento: sistemi nazionali di identificazione eterogenei, scarsa interoperabilità e un’adozione non omogenea delle identità digitali (solo il 59% dei cittadini ne possiede una).
La nuova versione tenta di superare questi vincoli, introducendo un quadro più coerente per costruire un vero mercato digitale europeo, rafforzare la sovranità dei dati personali e rendere i servizi fiduciari più accessibili.
EUDI Wallet: il nuovo standard europeo dell’identità digitale
Il fulcro del regolamento è l’introduzione dell’European Digital Identity Wallet (EUDI Wallet), un portafoglio digitale che ogni cittadino e ogni impresa potrà utilizzare in tutta l’Unione.
Il Wallet sarà un’app sicura, certificata e riconosciuta da tutti gli Stati membri. Consentirà di accedere ai servizi pubblici e privati con un sistema di autenticazione affidabile e uniforme.
Gestione avanzata degli attributi
Il Wallet ospiterà attributi qualificati, cioè dati verificati come titoli di studio, patenti, certificazioni professionali, documenti sanitari. Ogni cittadino, secondo i principi della Self Sovereign Identity, potrà decidere di condividere solo il necessario, una pratica utile per rafforzare privacy, trasparenza e sicurezza, e migliorare le attività di Onboarding, KYC e processi di verifica in settori altamente regolamentati.
Tempistiche: le scadenze da monitorare
Il percorso di implementazione si sviluppa fino al 2026, supportato dagli Implementing Acts fino ad oggi attuati, che definiscono standard tecnici, requisiti di sicurezza e modalità operative.
I prossimi appuntamenti saranno:
- Entro il 24 dicembre 2026: ogni Stato membro dovrà rendere disponibile il proprio EUDI Wallet.
- Entro il 24 dicembre 2027: i settori regolamentati dovranno accettare l’identificazione tramite Wallet.
Per le imprese, queste scadenze richiedono una programmazione attenta dell’evoluzione delle piattaforme di autenticazione e di onboarding digitale.
Nuovi Trust Services: un ecosistema più ricco e robusto
eIDAS 2.0 amplia e rafforza l’offerta di Servizi Fiduciari, con ricadute dirette sulla gestione dei processi digitali in ambito aziendale.
Vengono introdotti:
- Archiviazione Elettronica Qualificata (qualified e-archiving): pensata per garantire nel lungo periodo l’integrità e la reperibilità dei documenti digitali.
- Electronic Attestation of Attributes (EAA): attestazioni elettroniche di attributi verificati.
Firme elettroniche, sigilli, marcature temporali e recapiti certificati vengono aggiornati per assicurare uniformità e livelli di sicurezza più elevati.
La gestione degli apparati di firma (HSM) e i servizi di verifica di firme e sigilli diventano attività qualificate, con requisiti specifici per gli operatori.
Implicazioni per l’Italia: identità nazionali e imprese
SPID, CIE e CNS verso una nuova interoperabilità
Gli strumenti nazionali dovranno evolversi per dialogare con il Wallet europeo. La CIE è già allineata ai nuovi standard; SPID dovrà rafforzare il proprio livello di affidabilità, soprattutto in relazione al Level of Assurance richiesto per l’accesso al Wallet. La maggior parte degli SPID attivi si colloca a livello substantial mentre alcuni Stati membri richiedono un livello High per l’utilizzo del Wallet, e questo potrebbe influire sulla fruibilità del sistema SPID.
Identity Provider qualificati
Gli attori che gestiscono identità certificate (Identity Provider qualificati) avranno un ruolo centrale nell’emissione e nella verifica degli attributi all’interno del Wallet.
Per il mondo aziendale, eIDAS 2.0 significa:
- processi di onboarding più rapidi;
- maggiore uniformità nella gestione delle firme elettroniche;
- possibilità di verificare in tempo reale ruoli e autorizzazioni dei firmatari;
- chance di diventare emettitori di attributi professionali da inserire nei Wallet dei propri utenti.
Con l’entrata a regime di eIDAS 2.0, alcune categorie di imprese saranno tenute ad accettare l’identificazione tramite EUDI Wallet come modalità di autenticazione forte dell’utente.
A partire dal 24 dicembre 2027, l’obbligo riguarderà in particolare i settori ritenuti strategici o di interesse pubblico, come servizi bancari e finanziari, sanità, energia, trasporti, telecomunicazioni, infrastrutture digitali, servizi postali, istruzione, gestione dell’acqua e sicurezza sociale.
In questi ambiti, l’adozione del Wallet avrà un impatto concreto sui processi di identificazione e verifica dell’utente, in particolare sulle procedure di KYC, che potranno beneficiare di identità digitali e attributi già verificati.
La standardizzazione introdotta dal regolamento favorisce un livello più elevato di interoperabilità tra settori, semplifica l’accesso ai servizi e rafforza la conformità normativa in contesti ad alta regolamentazione come finanza, utility e sanità.
Sfide da affrontare e direzione futura
Il nuovo Regolamento introduce un cambio di paradigma che richiede solide basi tecnologiche e un coordinamento continuo tra Stati membri, provider qualificati e imprese.
Le principali sfide riguardano:
Esperienza utente e diffusione: un sistema sicuro ma poco intuitivo rischierebbe di rallentare l’adozione. Riuscire ad equilibrare protezione dei dati ed esperienza fluida sarà fondamentale.
Sovranità digitale europea: la nascita di un’identità digitale europea richiede infrastrutture indipendenti, soluzioni cloud europee e tecnologie open-source, si prospetta quindi la nascita di nuove realtà per evitare dipendenze da piattaforme extra-UE.
eIDAS 2.0 ridisegna il futuro dell’identità digitale in Europa, introduce un nuovo standard per fiducia e sicurezza e prepara un mercato europeo più competitivo e interoperabile.
Per le imprese, questo aggiornamento normativo rappresenta un’opportunità per rafforzare i processi digitali, migliorare l’esperienza utente e sviluppare nuovi modelli di servizio basati su identità verificabili e attributi certificati.


